Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l’Area delle Funzioni Centrali, relativo al triennio 2022-2024, è stato sottoscritto definitivamente in ARAN il 28 ottobre 2025 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 267 del 17 novembre 2025. Il contratto si applica ai dirigenti di prima e seconda fascia dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici, e disciplina il trattamento economico, il conferimento degli incarichi, le relazioni sindacali e gli strumenti di tutela nel rapporto di lavoro dirigenziale.
Il trattamento economico. Il contratto riconosce incrementi medi mensili a regime di 558 euro per 13 mensilità: 980 euro per i dirigenti di prima fascia e 545 euro per i dirigenti di seconda fascia, con effetti decorrenti dal 1° gennaio 2024. Gli arretrati maturati fino a ottobre 2025 ammontano in media a circa 9.400 euro. Gli aumenti incidono sullo stipendio tabellare e sulla retribuzione di posizione fissa. La corretta erogazione di queste somme — in termini di importi, decorrenze e computo degli arretrati — è il primo elemento che ogni dirigente deve verificare nella propria busta paga.
La retribuzione di risultato. Il CCNL introduce una differenziazione esplicita della retribuzione di risultato in funzione dei livelli di valutazione della performance individuale. Importi più elevati, non inferiori al 30% in più rispetto al valore medio pro capite, sono riservati alle valutazioni di eccellenza. La contrattazione integrativa di amministrazione è chiamata a definire i criteri e la quota massima di dirigenti che accedono al valore superiore. Questo meccanismo rende la qualità del sistema di valutazione adottato dall’ente una variabile direttamente economica: un sistema opaco o mal costruito si traduce in una distribuzione arbitraria della retribuzione di risultato, sganciata dalla performance effettiva.
Il conferimento degli incarichi. Il contratto stabilisce che tutti i dirigenti di ruolo a tempo indeterminato hanno diritto a un incarico dirigenziale. Il conferimento avviene attraverso procedure trasparenti e motivate, con un contratto individuale che definisce il trattamento economico spettante. Le materie di confronto sindacale comprendono i criteri di graduazione delle posizioni, le procedure di conferimento e le modalità di valutazione delle attitudini e dei risultati. Questi istituti — spesso gestiti in modo informale o discrezionale nelle singole amministrazioni — sono presidiati da garanzie contrattuali precise che Confintesa Dirigenti PA è impegnata a far rispettare.
Il welfare integrativo. Il contratto prevede che le amministrazioni possano attivare misure di welfare integrativo attraverso la contrattazione integrativa: sussidi familiari, supporto all’istruzione, attività culturali, prestiti, polizze sanitarie integrative. I costi sono coperti da fondi dedicati o da quote del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato. Si tratta di un istituto ancora poco sviluppato nelle realtà ministeriali, la cui attivazione richiede un’iniziativa sindacale specifica a livello di amministrazione.
I dirigenti sono invitati a verificare:
- la corretta erogazione degli arretrati e l’applicazione dei nuovi trattamenti dal 1° gennaio 2024;
- la composizione e l’alimentazione del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato nella propria amministrazione;
- i criteri adottati per la differenziazione della retribuzione di risultato e la loro coerenza con il sistema di valutazione in vigore;
- l’apertura o il rinnovo della contrattazione integrativa di amministrazione sulle materie previste dal contratto.
Confintesa Dirigenti PA è disponibile per supporto individuale nella lettura delle clausole contrattuali e per l’eventuale azione sindacale a tutela degli iscritti.
Fonte: CCNL Area Funzioni Centrali 2022-2024, GU n. 267 del 17 novembre 2025 — aran.gov.it; D.Lgs. n. 165/2001.
