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Giustizia, Confintesa: «Il decreto non riscriva ciò che il contratto ha appena definito»

Confintesa è intervenuta formalmente sul decreto-legge in materia di giustizia approvato dal Consiglio dei Ministri del 4 giugno 2026, chiedendo che il provvedimento non metta mano ai compiti e al mansionario degli ex Addetti all’Ufficio per il processo.
Il punto resta chiaro: nessun atto normativo unilaterale può svuotare ciò che le parti hanno definito al tavolo. Quelle mansioni sono state concordate appena un mese fa, al termine di un confronto lungo e complesso, con il CCNI sulle famiglie professionali del 29 aprile 2026, che ha collocato gli ex AUPP tra i Funzionari dei servizi giudiziari: una categoria connotata da polivalenza funzionale, che svolge tanto il supporto al magistrato quanto le attività amministrative e di cancelleria. Ridurla per legge alla sola collaborazione diretta con i magistrati significherebbe stravolgere un accordo condiviso e riaprire l’impiego generalizzato del personale negli adempimenti di cancelleria.
Non sussistono, del resto, i presupposti di straordinaria necessità e urgenza richiesti dalla Costituzione per la decretazione d’urgenza: la flessibilità che si vorrebbe introdurre è già pienamente garantita dal contratto. Un intervento legislativo a pochi giorni dalla firma tradirebbe il legittimo affidamento delle parti e comprimerebbe la contrattazione collettiva, riducendola a passaggio formale.
C’è poi il funzionamento concreto degli uffici.
Vincolare per legge l’impiego di quel personale sottrae alla dirigenza amministrativa la possibilità di destinarlo dove serve, lungo l’intero ciclo di lavorazione: si finirebbe per attribuire ai dirigenti la responsabilità dei risultati – arretrato, tempi, qualità dei servizi al cittadino – privandoli al tempo stesso degli strumenti per conseguirli.
La sfida dell’efficienza non può poggiare su una sola figura professionale: regge solo se si riconosce il valore dell’intera filiera amministrativa, senza la quale nessun obiettivo, nazionale o europeo, è davvero raggiungibile.
Per queste ragioni Confintesa chiede il ritiro o la radicale riformulazione della disposizione e la convocazione urgente di un tavolo di confronto.
Le riforme della giustizia si costruiscono con il personale e nel rispetto degli accordi, non contro di loro.
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