A decidere chi premiare e con quanto saranno le agenzie, con un proprio provvedimento che riguarda insieme dirigenti, posizioni organizzative e personale del comparto. Confintesa FP ha scritto al Viceministro Leo: «Va corretta adesso, mentre la manovra si sta scrivendo».
Alle Agenzie fiscali arrivano 286,3 milioni di euro per il lavoro svolto nel 2024, ma non tutti passeranno dal tavolo sindacale.
Il decreto del Ministero dell’Economia del 29 luglio ripartisce le somme premiali dell’anno in cui Entrate e Dogane hanno recuperato 19,2 miliardi di gettito, e una parte di quel denaro — 66,7 milioni, pari a tre quarti della quota incentivante aggiuntiva — non entra nei fondi contrattati: chi premiare, per quali attività e con quale importo lo stabiliranno le agenzie stesse, ciascuna con un proprio provvedimento. A consentirlo è una disposizione che la legge di bilancio per il 2026 ha inserito lo scorso dicembre nel decreto legislativo 157 del 2015, il comma 7-bis, in deroga al principio per cui il trattamento accessorio dei dipendenti pubblici si definisce in contrattazione collettiva.
Per la dirigenza il punto non è solo la cifra, è il metodo.
Il provvedimento con cui ciascuna agenzia distribuisce quelle risorse riguarda i dirigenti e tutto il personale non dirigenziale, senza stabilire prima quanto vada all’una e quanto agli altri: la parte di retribuzione che dovrebbe seguire il risultato finisce per essere attribuita a consuntivo, ad anno concluso e a obiettivi ormai raggiunti, mentre la ragione stessa di un sistema premiale sta nel conoscere le regole prima che l’esercizio inizi.
E non si tratta di una parentesi legata a questa erogazione, perché le Convenzioni 2026-2028, firmate a luglio dal Viceministro Maurizio Leo con i due direttori, hanno già recepito il meccanismo: l’intesa sindacale resta sulle risorse ordinarie e su quel quarto residuo, mentre la parte più consistente degli incrementi viene agganciata all’andamento del gettito, misurato con un indicatore aggregato.
Confintesa FP ha scritto al Viceministro Leo chiedendo che la norma sia corretta con la prossima manovra, riportando la quota alla contrattazione o affidandole quanto meno i criteri, che le Convenzioni del prossimo triennio estendano l’intesa sindacale anche alla parte oggi esclusa, e che intanto, già per il 2024, nessun provvedimento venga adottato senza un accordo che fissi criteri verificabili e quote stabilite in anticipo per la dirigenza, per le posizioni organizzative e per il comparto; ha chiesto inoltre un incontro prima che le agenzie decidano. «La norma arriva su risultati già raggiunti e cambia chi decide come distribuire una parte rilevante del salario accessorio», dice il Segretario Generale Claudia Ratti. «Non riguarda solo le agenzie fiscali: è la prima volta che nel Comparto Funzioni Centrali una quota stabile di accessorio viene sottratta per legge alla contrattazione, e va corretta adesso, mentre la manovra si sta scrivendo».
I numeri del decreto del Ministero dell’Economia del 29 luglio 2026
| Gettito recuperato nel 2024 | 19,2 miliardi 1,11 miliardi in più del 2023 |
| Somma destinata al personale | 286,3 milioni 12,7 milioni alle strutture, totale 299,1 |
| Quota incentivante aggiuntiva | 74,3 milioni Entrate 14,6 milioni Dogane e Monopoli |
| Parte distribuita dalle agenzie, pari al 75 per cento | 55,7 e 10,9 milioni il 24,1 e il 19,9 per cento di quanto il decreto destina al personale di ciascuna agenzia |
| Tetto della stessa quota a legge vigente | 70,7 e 18,1 milioni 88,8 milioni l’anno complessivi |
LEGGI IL DOCUMENTO INTEGRALE — Prot. 193, lettera al Viceministro Leo
