Negli ultimi anni il dibattito sulla dirigenza pubblica si è spostato progressivamente dal “cosa” al “come”: non soltanto quali funzioni svolge il dirigente, ma con quali competenze e secondo quali modalità relazionali. Forum PA 2024 ha restituito un quadro chiaro di questo cambiamento, mettendo in evidenza un modello di capacità che integra aspetti tecnico-giuridici, organizzativi e, in misura crescente, comportamentali e relazionali.
Accanto al “saper fare” tipico della tradizione amministrativa — conoscenza delle procedure, capacità di programmare, gestire risorse e verificare risultati — emergono con forza il “saper essere” e il “saper stare” nella complessità delle organizzazioni pubbliche. Al dirigente di oggi si chiede di esercitare una leadership che sappia coniugare decisione e ascolto, orientamento al risultato e cura delle persone, controllo e sviluppo delle competenze dei collaboratori. Non si tratta di aspetti accessori: in molti sistemi di valutazione della performance individuale, le competenze comportamentali pesano quanto quelle tecnico-procedurali.
Le recenti indicazioni su accesso alla dirigenza e valutazione delle prestazioni tendono a valorizzare proprio queste dimensioni, introducendo prove situazionali, colloqui motivazionali e strumenti di rilevazione delle soft skill nei procedimenti concorsuali. Si tratta di un cambio di paradigma che incide anche sulla preparazione necessaria: non è più sufficiente dimostrare di conoscere la normativa, occorre mostrare come la si applica in contesti concreti, spesso caratterizzati da risorse limitate, urgenze operative e bisogni sociali crescenti.
Per Confintesa Dirigenti PA, l’enfasi sulle competenze non può tuttavia tradursi in una retorica sganciata dalle condizioni reali di lavoro. Se al dirigente si chiede di gestire complessità, cambiamento e innovazione, le amministrazioni devono essere chiamate a garantire organici adeguati, strumenti aggiornati, percorsi formativi di qualità e tempi decisionali compatibili con le responsabilità attribuite. Il contratto nazionale vigente per la dirigenza delle Funzioni Centrali introduce obblighi specifici in materia di formazione continua che costituiscono una base esigibile proprio su questo fronte, e che troppo spesso le amministrazioni non applicano in modo compiuto.
Il sindacato ha un duplice compito: accompagnare i dirigenti nello sviluppo delle competenze richieste dai nuovi scenari organizzativi, e al tempo stesso rivendicare contesti di lavoro che rendano effettivo l’esercizio di tali competenze. Questo significa intervenire sui sistemi di valutazione che penalizzano chi solleva criticità organizzative, sulla distribuzione degli incarichi, sulla costruzione di percorsi formativi realmente accessibili e non meramente formali.
Confintesa Dirigenti PA intende promuovere iniziative di confronto, momenti formativi e strumenti di autovalutazione, affinché ogni dirigente possa leggere la propria esperienza professionale alla luce delle competenze oggi richieste e trasformare tale lettura in leva di tutela e di negoziazione.
