Confintesa FP chiede al Ministro per la Pubblica Amministrazione una ricognizione nelle amministrazioni centrali e un indirizzo uniforme sulla certificazione degli accordi
L’art. 45 del Codice dei contratti pubblici riconosce al personale che svolge le funzioni di responsabile unico del progetto, di direttore dell’esecuzione, di verifica e di collaudo una quota delle risorse di ciascuna procedura di affidamento, e affida i criteri di riparto alla contrattazione integrativa.
A tre anni dall’entrata in vigore del Codice l’applicazione è però disomogenea: il Ministero dell’Interno ha adottato l’atto generale, registrato dalla Corte dei conti, il Ministero della Difesa ha sottoscritto in via definitiva il contratto integrativo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha firmato l’ipotesi nell’agosto 2025 ed è ancora in attesa della certificazione, mentre per numerose altre amministrazioni non risulta alcun atto.
Il parere del Consiglio di Stato n. 1208 del 10 luglio 2026 ha chiarito che l’accordo integrativo nazionale si certifica una sola volta e che la liquidazione degli incentivi per i singoli affidamenti è attività gestionale, che non richiede ulteriori trattative né ulteriori verifiche.
Sulla base di questo parere Confintesa FP ha chiesto al Ministro Zangrillo, con nota prot. n. 179 dell’8 settembre 2026, di dare un indirizzo uniforme sulla certificazione degli accordi, di accertare amministrazione per amministrazione lo stato di accordi, atti di riparto, somme accantonate e pagamenti, e di informarne le organizzazioni sindacali.
Segnalazioni
Chi presta servizio in un’amministrazione nella quale l’accordo non è stato ancora sottoscritto può segnalarcelo, per contribuire a completare il quadro che abbiamo chiesto al Ministro di accertare, scrivendo a dirigentipa@confintesa.it.
Leggi la lettera al Ministro (PDF)
Confintesa Dirigenti PA
