La direttrice provinciale e la Capo Ufficio Legale della Direzione Provinciale I di Napoli dell’Agenzia delle Entrate sono state destinate da qualche giorno a un incarico di studio presso la Direzione Regionale Campania, mentre un audit interno ricostruisce l’uso dell’intelligenza artificiale in un appello che l’Agenzia ha perso davanti alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, con una decisione arrivata soltanto a ottobre, dopo che la vicenda era finita sui giornali e quando l’istruttoria era appena avviata, sebbene l’esito della causa fosse noto da maggio e le motivazioni da luglio. Dalla sentenza n. 4759/2026 emerge però un dato rimasto finora in ombra: l’appello è stato depositato il 21 ottobre 2025, due giorni prima che l’Agenzia adottasse le linee guida che vietano nel contenzioso gli strumenti non validati, tanto che la stessa Corte le definisce direttive “medio tempore emesse”, e a quella data nessuno di coloro che hanno lavorato sull’atto poteva quindi violare un divieto interno che ancora non esisteva.
Per le due dirigenti c’è un elemento ulteriore, dal momento che, secondo il sistema delle deleghe di firma dell’Agenzia, articolato per valore della controversia, quell’appello non era sottoposto alla loro sottoscrizione, mentre il contratto della dirigenza consente l’allontanamento cautelare solo insieme alla contestazione dell’addebito e per un tempo definito, garanzie che una riassegnazione senza contestazione e senza scadenza non offre. Il caso, peraltro, rischia di non restare isolato, perché secondo quanto riferito da ItaliaOggi il 16 ottobre alcune Direzioni provinciali avrebbero adottato note interne che qualificherebbero come grave illecito disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nella produzione degli atti, chiamerebbero a rispondere per omessa vigilanza anche i titolari di incarico che, in forza della delega, l’atto non lo ricevono per la firma, e indicherebbero come indizi dell’uso di questi strumenti l’assenza di refusi, i connettivi logici e gli elenchi: si tratta di disposizioni sulle quali il CCNL del Comparto Funzioni Centrali sottoscritto il 6 agosto 2026 impone l’informazione preventiva e il confronto, e delle quali Confintesa FP, non avendone ricevuto alcuna informazione, ha chiesto formalmente copia all’Agenzia, insieme all’avvio del confronto nazionale, alla sospensione delle note e a un incontro urgente.
Confintesa Dirigenti PA considera questa vicenda un precedente gravissimo, che riguarda tutto il personale, compresa l’intera dirigenza, perché se è legittimo che l’Agenzia voglia accertare come sia stato scritto un atto difensivo, preoccupa una decisione presa senza misurarne le conseguenze, che ha fermato una direzione provinciale nei mesi in cui si chiudono gli obiettivi dell’anno e ha fatto intendere a chi lavora nell’Agenzia che il proprio operato può essere giudicato con regole arrivate dopo; senza anticipare giudizi né attribuire responsabilità ad alcuno, provvedimenti così incisivi devono essere motivati, proporzionati e preceduti da un accertamento dei fatti condotto in tempi brevi, e la formazione sull’intelligenza artificiale, che la legge affida alle amministrazioni, deve diventare un impegno dell’Agenzia anziché un rischio per chi lavora. Abbiamo chiesto che a tutto il personale coinvolto, dirigente e non dirigente, siano assicurate le garanzie previste dalla legge e dai contratti, e continueremo a seguire la vicenda in ogni sede.
