Problematiche dirigenti sanitari. Richiesta incontro.

Roma, 15/06/2021

Al Direttore della DGPOB

Dr. Giuseppe Celotto
dgpob@postacert.sanita.it

Al Direttore dell’Ufficio 3 DGPOB

Pianificazione, Gestione del personale e Contenzioso

Dr. Alessandro Milonis
dgpob@postacert.sanita.it

E p.c. Al Ministro della salute

On. Roberto Speranza

segr.capogabinetto@sanita.it

Al Sottosegretario di Stato

Sig. Andrea Costa

segreteria.costa@sanita.it

per conoscenza Ai Sig.ri Dirigenti sanitari

Ministero della Salute

Oggetto: problematiche relative ai dirigenti sanitari, storia, evoluzione e criticità. Richiesta incontro.

I dirigenti sanitari del Ministero della salute sono stati assunti con un concorso pubblico come medici, veterinari, chimici e farmacisti, sottoscrivendo un contratto individuale con le peculiarità dei dirigenti, ai sensi del D.lgs. n.165/2001 e ss.mm.ii. e, dopo anni di vessazioni e del mancato riconoscimento del proprio ruolo dirigenziale sono stanchi e delusi.

È noto che l’articolo 23, comma 1, D.lgs. n.165/2001 s.m.i., dispone testualmente: “è istituito il ruolo dei dirigenti, che si articola nella prima e nella seconda fascia, nel cui àmbito sono definite apposite sezioni in modo da garantire la eventuale specificità tecnica”, concetto peraltro ripreso nel DPR 23 aprile 2004, n.108, art.1, comma 3, “… in relazione alle competenze istituzionali di ciascuna amministrazione possono essere definite apposite sezioni”.

Difatti nel CCNL Area 1 quadriennio 2002/2005, sottoscritto il  21 aprile 2006, è stata istituita la Sezione Prima per i “dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della salute inquadrati ai sensi dell’art. 18, comma 8, del d.lgs.n. 502 del 1992”.

I dirigenti sanitari sono dunque a tutti gli effetti inseriti nella dirigenza, anche se in una sezione atta a garantire la loro specificità tecnica, coerentemente con le competenze istituzionali del Ministero della salute, nonostante ciò non sono mai stati considerati veri dirigenti.

Per sanare questa annosa questione, immotivatamente perpetrata dall’Amministrazione, il Ministro Livia Turco con la Legge 2 agosto 2007, n. 120, ha stabilito che a decorrere dalla data di istituzione del ruolo previsto dal DPR 23 aprile 2004, n. 108 i dirigenti sanitari del Ministero “sono inquadrati nel predetto ruolo, in distinta sezione”.

È necessario ricordare che il Ruolo dei dirigenti nelle amministrazioni dello Stato si articola nella prima e nella seconda fascia e nell’ambito di ciascun ruolo dei dirigenti, ove sia necessario garantire le specificità dirigenziale in relazione alle competenze istituzionali di ciascuna amministrazione, possono essere definite apposite sezioni.

È di tutta evidenza che la sezione specifica dei dirigenti sanitari è stata istituita non per declassare tale dirigenza ma per valorizzarne il ruolo squisitamente tecnico sanitario all’interno del Ministero della salute.

Passano altri 11 anni dalla Legge Turco, durante i quali la dirigenza sanitaria ha continuato a lavorare alacremente e con senso di responsabilità (nonostante il perdurare del mancato pieno riconoscimento del ruolo dirigenziale) e si arriva alla L. 11 gennaio 2018 n.3 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”  che, all’articolo 17, modifica la disciplina previgente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del Ministero della salute da un lato istituendo un unico livello di detto ruolo e, dall’altro, estende ai dirigenti sanitari del Ministero gli istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del SSN.

La finalità della norma era, evidentemente, quella di assicurare un efficace assolvimento dei compiti primari di tutela della salute affidati al Ministero nonché ridurre il divario esistente tra i trattamenti economici dei dirigenti delle professionalità sanitarie dipendenti da enti ed aziende del SSN (che godono di una significativa indennità in ragione dell’esclusività del rapporto di lavoro) e quelli del Ministero della salute, riconoscendogli finalmente la giusta dignità. 

Invece in data 9 marzo 2020 viene sottoscritto il CCNL 2016-2018 Area Funzioni Centrali, che non solo non riesce a preservare la prospettata (e doverosa) giusta dignità dirigenziale quanto, addirittura, demansiona e snatura del loro ruolo i dirigenti del Ministero della salute.

Infatti ai soli dirigenti sanitari privi di incarico di struttura complessa (equiparata all’ufficio), che rappresentano la maggioranza dei dirigenti del Ministero, è stato (in analogia a quanto avviene in forma completamente diversa per i dirigenti del SSN) imposto un orario di lavoro superiore a quello del comparto, mantenendo contestualmente responsabilità e obiettivi da raggiungere propri della dirigenza che mal si conciliano con tale rigidità amministrativa.

Una situazione ibrida e anomala all’interno dell’area dei dirigenti dello Stato.

Con la chimera dell’equiparazione alla Dirigenza del SSN, dal quale sono invece lontani anni luce, a fronte della completa equiparazione degli istituti normo giuridici ed economici non raggiunta, l’unica pseudo-equiparazione ha riguardato l’orario di lavoro, privato però della regolamentazione dell’istituto della formazione.

Esiste quindi una evidente contraddizione sull’inquadramento giuridico della Dirigenza sanitaria di questo Ministero e una forte discriminazione nei confronti di un’unica categoria dirigenziale tecnica rispetto a tutta la restante dirigenza dello Stato, cui invece essa appartiene.

Riteniamo sia arrivato il momento di fare chiarezza e di porre in essere ogni azione per restituire ai dirigenti sanitari il ruolo che gli spetta quali vincitori di un concorso pubblico per DIRIGENTI e non per “DIRIGENTI A META’ “, per tale motivo chiediamo un incontro per illustrare le azioni che intendiamo porre in essere ritenendo opportuno un coordinamento ed una collaborazione.

Cordiali saluti

Coordinatore Nazionale
Luca Veglia

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